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29 Nov

Punk Is Not Dead

Già da piccola grazie a mie sorelle ho aperto le mie vedute musicali, iniziando ad ascoltare le basi e i pilastri per una sana cultura, basti pensare che alle elementari andavo girando con il mio walkman Sony con su Breath dei Prodigy.
Le nuove generazioni non conosceranno nemmeno un walkman… Oddio come passa il tempo!
Comunque parliamo di un piccolo lettore di cassette a nastro, non proprio tascabile, a meno che non indossassi pantaloni larghi stile NYC da bulla. Ero munita di cuffie la cui qualità lasciava a desiderare, i nastri che riavvolgevo con la penna Bic e quei fantastici tasti laterali PLAY, REWIND, STOP che si incastravano puntualmente.

Insomma ho approcciato con tutti i generi musicali, punk, rock, grunge, indie, rap, jazz, classica e via dicendo... Ma in me c’è un animo punk. Eh già!

Io e i miei amici a 16 anni avevamo una band; ero un audace bassista punk-rock alle prime armi, un adolescente autodidatta piena di energia. Suonavamo in giro per pub in cambio di una serata e qualche birra; ci divertivamo parecchio.
Anche in sala prove devo dire che ho dei bellissimi ricordi di cazzeggio.

Tutt’oggi quella carica è ancora qui ed anche il mio basso che ogni tanto tra impegni e viaggi rispolvero per godermi un po’ di isolamento musicale.